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Foradori: la signora del Teroldego

L’azienda Foradori si trova a Mezzolombardo, in pieno Campo Rotaliano, una pianura alluvionale circondata da rocce dolomitiche.

L’azienda Foradori si trova a Mezzolombardo, in pieno Campo Rotaliano, una pianura alluvionale circondata da rocce dolomitiche. Un paesaggio di straordinaria bellezza, Patrimonio dell’Umanità, dove la natura si fonde con la storia dell’uomo.

L’azienda fu fondata nel 1901 ma i primi imbottigliamenti risalgono agli anni ‘50 per mano di nonno Roberto. Grazie alle idee visionarie di Rainer Zierock e alla tenacia di Elisabetta Foradori l’azienda è riuscita gradualmente a divulgare il vitigno autoctono Teroldego.

Tutta la famiglia è coinvolta nelle dinamiche aziendali. Infatti, Emilio è enologo e agronomo, Theo si occupa degli aspetti commerciali, Myrtha è responsabile della produzione di ortaggi. Elisabetta, la custode della terra, supervisiona con estrema cura ciascuna fase di produzione.

I 25 ettari sono coltivati dal 2002 attraverso le pratiche dell’agricoltura biodinamica, e in alcuni casi non è concesso nemmeno l’uso di rame e zolfo. Grazie all’agricoltura biodinamica, infatti, l’uomo si riconcilia con la sua spiritualità attraverso la scienza. Ciò che ne deriva è un paesaggio ricco di biodiversità, in cui si moltiplicano insetti, farfalle e uccelli. Una terra viva e pulsante in cui la pianta raggiunge il suo equilibrio grazie all’uso dei preparati, e all’attenzione nella gestione del suolo.

La stessa terra infatti, grazie all’armonia tra uomo e natura, genera frutti espressivi ed autentici. L’uva trasformata in vino, senza alcuna correzione, porta con sé tutto il carattere della terra trentina. La mineralità della roccia dolomitica, le fragranze dei fori dei pascoli e il carattere delle genti delle vallate alpine sembrano trasferirsi in bottiglia.

Il Teroldego, allevato a pergola trentina, occupa l’80% della produzione, mentre la restante parte è coltivata a Nosiola, Pinot Grigio e Manzoni Bianco. Le uve vengono vinificate in diversi contenitori: legno di acacia, cemento e tinajas accolgono e avvolgono il succo in fermentazione.

Il legno accompagna il vino sostenendolo nel tempo, il cemento aiuta per la sua inerzia termica, la terracotta delle tinajas lo ricollega con la terra. I vini di Foradori sono pieni di vita e in continua evoluzione; versateli in un calice ampio e ascoltateli, sapranno raccontarvi molto.

Foradori

Foradori Logo

Regione:
Trentino Alto-Adige

Indirizzo:
via Damiano Chiesa 1 - Mezzolombardo (TN)

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